L’unica lettera di Cristina Donato

Non credo sia semplice, nessuno sa mai con certezza quale sia il giusto modo di affrontare una situazione del genere. Tu c’eri per me, riuscivo a sentirti, la mancanza di fiducia in chi mi circondava, ma soprattutto in me stessa, mi ha accecato e impedito di raggiungerti in tempo. Non potrò mai rimediare a all’errore, non posso perdonarmelo. È irrazionale, ma è proprio questo che lo rende reale. Non posso dimenticarti, non potrò farlo, anche se adesso le nostre vite sono inesorabilmente divise. I tuoi occhi non si poseranno delicatamente sul mio viso, le nostre ciglia non si baceranno, le nostre mani non si uniranno.
Abbiamo perso, abbiamo perso il tempo, abbiamo perso un dono e con esso la vita. Tu non hai fallito, no, la persona che non è riuscita ad essere all’altezza sono stata io. La paura mi ha incatenato in una morsa violenta e inarrestabile e non sono riuscita a raggiungerti. Per me eri un sogno, non riuscivo a comprendere che invece eri reale.
Non ci sono stata, non l’ho fatto; mi maledico. Non riesco nemmeno a essere coerente e lasciarmi andare. Le tue lettere erano una cascata violenta e rapida di sentimenti e vita, mi hanno travolto, l’acqua mi ha travolto e trascinato lontano, ma non mi sono persa, ho ritrovato la giusta via. -Avrei voluto poter essere ciò che tu sei per me, sei perché non smetterai mai di esserlo, sei perché non esistono distanze tra di noi. Non importa che tu sia qui, non importa che tu sia andato via, importa ciò che abbiamo condiviso. Quella sera i nostri sguardi ci hanno lasciato l’uno nell’altro segni indelebili, non conta per quanto tempo staremo lontani, non importa neanche se ci sarà o meno un dopo, so che tu sei dentro di me da quell’indelebile sera e non ti lascerò mai andare, tu non l’hai fatto, fino all’ultimo. C’eri, silente, ma c’eri, e io farò lo stesso, darò fiato alle tue parole e ti renderò immortale perché tu per me lo sei, comunque vada tu sei e sarai. Le tue lettere, i tuoi dipinti, le sculture, le tue foto e le tue registrazioni musicali sono un’arma potente. Tu non vivi attraverso ciò che hai realizzato, esse vivono attraverso di te e non potranno mai soccombere.
Mi rendo conto che sembrerà inappropriato, però ti immagino mentre con una penna mal temperata di accanisci su un foglio lacerato. Le linee non ti soddisfano, così, con decisione impertinente tracci solchi sorprendenti e geniali. Il modo in cui ti rapporti con le geometrie è voluttuoso e armonioso, che siano linee curve o spigolose, il risultato è sempre leggero, semplice, luminoso, bello. Non ho le conoscenze adatte per descrivere i tuoi bozzetti, ma credo che siano in pochi a poter vantare la capacità di emozionare attraverso il disegno di un edificio. ¬-I colori forti dei tuoi dipinti ad acrilico, l’energia che si propagava attraverso il suono della tua tromba, emanano un vigore visivo e acustico che solo chi ha il coraggio di provare sentimenti può trasmettere. Non solo eri, ma sei e rimarrai tu l’opera d’arte più. Un essere umano capace di concentrare in se tutto il tormento esistenziale e tutto l’amore per una vita che non è sufficiente per chi la vive.
Mi sono ritrovata sconvolta da te, dalla tua persona. Io so chi sei, anche se adesso ogni parte di te mi circonda senza te, mentre prima mi circondavi senza esserci. Le tue lettere mi sembrano così familiari, mentre le leggo ti ritrovo davanti a me, ti immagino mentre le componi e non c’è parola migliore di quelle che tu utilizzi: mettendole l’una accanto all’altra si crea musica. Cosa sarebbe cambiato se ti avessi permesso di raggiungermi? Forse saremo insieme, forse ascolteremo Jazz mentre tu disegni e io ti osservo assorta. Sarebbe stato bello, tu ci credi? Io si. -Non posso pensarla diversamente, tu sapevi tutto di me… Eri tutto, sei dentro di me… e adesso? Oh, non ce la posso fare! Ti ho fatto una promessa, io le promesse le mantengo. Ho la consapevolezza di te, di te che non ci potrai più essere, e ho la consapevolezza di aver perso la mia vita per colpa della mia vanitosa paura. Mi è permesso odiarmi? Mi è permesso? Per colpa mia non ci sei più, ma pagherò la mia pena: vivere la mia vita senza di te, sentendo ogni giorno il peso della tua assenza, contando i minuti di ciò che non c’è e che poteva esserci, soffocando ogni mio pianto. Non posso piangere, non ne ho il diritto, me lo merito. Sarò forte, lo sarò per te e per quello che hai fatto. Il valore è una convenzione, lo posso attribuire e lo posso considerare per ciò che esso è: niente. Da ciò che vale lo tratterò e inizierò a mettermi in gioco. Tu mi hai insegnato che assecondando chi si è si può vincere la società malata che ci opprime, reprimendosi non si fa altro che sprofondare. L’omologazione è genetica, ma solo chi ha il coraggio di vivere il suo essere singolare può essere felice, nonostante le conseguenze. Non mi fa più paura il rifiuto, non voglio più curarmene, non voglio più perdermi niente, perdere te è stato il dolore più profondo e incolmabile, non esiste niente di peggio, quindi non ho più paura. -Non doveva essere così, non doveva essere la tua assenza a farmelo capire, no… eppure le tue lettere, la mia unica e patetica ne sono la prova. Purtroppo non so se parlare al passato o al presente, parlerei al passato perché tu non ci sei, ma parlerei al presente perché sei una presenza assidua, nonostante l’assenza fisica. Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace… Mi dispiace di non essere riuscita a darci una possibilità, mi dispiace di essere stata così immatura, mi dispiace di non essere riuscita a darti ciò che tu hai dato a me. La tua assenza non cambierà ciò che è sempre stato e sarà questa consapevolezza a non farmi sentire più sola, nemmeno tu lo sei, nemmeno tu lo sei stato mai. Io c’ero, ma non lo sapevi, non lo sapevo nemmeno io…
Tu adesso sei morto…E io che posso fare? Ho solo questa stupida lettera, stupida perché non la leggerai mai, stupida perché ho solo questa per dirti che ti amo. Anche io sono capace di amare e amo te, solo a te, per sempre te.

Magari quel giorno al bar, magari, se non fossi stata troppo codarda, sarei stata io a prendere l’ordinazione, magari tu avresti chiesto due caffè e magari io, timidamente, ti avrei chiesto se aspettavi qualcuno e magari tu mi avresti risposto che aspettavi che finissi il turno. Magari, mi sarei seduta accanto a te e sarei riuscita a chiederti di quella lettera che scrivevi e magari tu mi avresti risposto che era per il tuo unico amore che finalmente ti sedeva accanto.

Questo sarebbe stato il nostro finale, finale di una storia senza fine.

 

MC

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11 pensieri riguardo “L’unica lettera di Cristina Donato”

  1. ciao mc bellissima questa continuazione del racconto …molto emozionante…pieno di sentimento..di amore…ma..si evince sopratutto il rimpianto la delusione l’amarezza di non essere stata in grado ..di percepire un amore così grande…. Un amore che lei cercava da tempo ….molto bello ….reale…complimenti…..davide l

  2. complimenti….non conoscevo il tuo blog ma una mia amica..tua assidua lettrice….bettina… me lo ha segnalato. ….devo dire che ogni aggettivo che ha usato x descriverti e descrivere i vuoi racconti devo dire sono ben fondati….x nulla esagerati…li ho letti tutti e devo dire che dal primo racconto ad adesso hai avuto un evoluzione sempre maggiore…..forse perché l’amore che hai trattato in questi ultimi racconti …è un sentimento forte..grandissimo….o forse perché tv vivi un amore forte ….così forte da trovare il tuo punto di forza…..sono rimasta veramente entusiasta complimenti di cuore …milena

  3. io non ho grandi capacità nello scrivere sono stato sempre un asino….invidio te che riesci a farlo così bene ….e riesci pure a trasmetterci forti emozioni…io ho pianto..leggendo….congratulazioni sei veramente bravissima pierluigi

  4. cara scrittrice…sono rimasta incantata dal tuo modo di scrivere…sicuramente sei una persona che trasvda dolcezza..sensibilità e amore …da tutti i pori…a parte la capacità che hai a renderci partecipe degli stati d’animo dello scritto…..complimenti…veronica

  5. Vi ringrazio per i commenti, è sempre un’incognita quando si decide ti dare un sequel a un racconto autonomo e sono davvero contenta di sapere che vi sia piaciuto. Spero di non deludervi con l’ultimo di questa trilogia di racconti che prossimamente pubblicherò.
    Un saluto affettuoso
    MC

  6. molto appassionante…intrecci di una storia d’amore…platonica……passioni che si celano dietro agli occhi…sai rendere perfettamente partecipe i vuoi lettori ..brava ..jams

  7. molto bello…questo racconto….di solito hanno sempre un lieto fine..ma questo che tv hai scritto sembra reale…quotidiano…una storia di vita vissuta con drammi…..incomprensioni…paure…brava brava brava…paola

  8. Sono impressionato dalla qualit delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visiter di nuovo il vostro blog molto presto.

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